Scoperto un tempio nel sito archeologico di Luni.

Si arricchisce il patrimonio culturale del nostro territorio: ritrovato un tempio risalente al I secolo a.C. nel quartiere di Porta Marina a Luni.

scoperta archeologica a Luni

Nuove scoperte nell’area archeologica di Luni: a ottobre è stato portato alla luce un tempio della seconda metà del I secolo a.C. nel quartiere di Porta Marina, testimonianza della colonia romana di Luna fondata nel 177 a.C..

Il ritrovamento è emerso nel corso dell’ultima campagna di scavi coordinata dall’Università di Pisa a Luni per il 2019.

Gli scavi, diretti dalla Prof. Simonetta Menchelli, ci hanno restituito un luogo di culto che si affaccia proprio sul cardo maximus, la strada principale della città con andamento nord-sud.

La struttura conserva i ricchi pavimenti della domus sulla quale sorge: questo spazio privato venne trasformato in un’area sacra per gli abitanti del quartiere e per coloro che lavoravano nel vicino porto, dal quale l’edificio doveva essere visibile.

Purtroppo l’alto podio su cui venne costruito il tempio è andato perduto ma gli archeologi sono riusciti comunque a ricostruire la pianta dell’edificio a cella unica quadrangolare.

Questa appare simile a quella di altri templi dell’epoca nella stessa Luni, come ad esempio quello di Diana.

La prossima campagna 2020, avrà come obiettivo quello di portare in luce i resti della scalinata di accesso al tempio.

Oltre a questa rilevante scoperta, negli ultimi anni gli scavi dell’Università di Pisa hanno permesso di individuare anche due domus del II secolo a.C., una nella parte meridionale del sito archeologico e una in quella settentrionale.

Nella domus meridionale le ricerche hanno messo in luce parte di un vasto cortile pavimentato contornato da colonne, nelle cui vicinanze doveva esserci una fontana, o delle pareti decorate con conchiglie, come si deduce dai numerosi molluschi marini ritrovati incastonati nella malta.

A partire dal I secolo a.C. era pratica comune decorare le domus di prestigio con elementi naturali legati all’ambiente acquatico, dal momento che le conchiglie erano considerate simbolo di prosperità.

Per quanto riguarda invece la domus a settentrione, la struttura fu occupata da un impianto per il lavaggio di pellami e tessuti e su questo, alla fine del VI secolo d.C., fu costruita una casa, di cui sono stati scavati due ambienti, uno con un focolare al centro, e un cortile esterno.

L’area continuò quindi a essere occupata almeno fino all’inizio dell’VIII secolo d.C. e, in base ai reperti, i suoi abitanti dovevano avere un elevato tenore di vita.

Il luogo in cui abitiamo forma il nostro modo di pensare e agire, la nostra identità.

Vivere in un territorio come quello di Luni, dove l’ottima qualità della vita si coniuga con una ricca cultura, è l’ideale per chi sta cercando il luogo ideale in cui mettere radici.

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